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Intelligenza artificiale e imprese: la nostra testimonianza al convegno di Confindustria in Calabria

Pietro Perona· 23 luglio 2026· 5 min di lettura
Pietro Perona, managing partner di Koodit, interviene al convegno Calabria e imprese di Confindustria Crotone
In questo articolo

L'IA generativa non è una moda: è un vantaggio competitivo concreto, misurabile, già disponibile. È il messaggio che abbiamo portato sul palco di "Calabria e imprese. Costruiamo il vantaggio competitivo", l'evento promosso dai Giovani Imprenditori di Unindustria Calabria e Confindustria Crotone il 17 luglio 2026 a Isola Capo Rizzuto.

Quando un territorio storicamente penalizzato da deficit infrastrutturali decide di parlare di intelligenza artificiale, lo fa con una domanda molto pragmatica: può questa tecnologia azzerare le distanze? La risposta emersa dal confronto tra imprenditori, università e istituzioni è stata un sì condizionato. Sì, ma solo con metodo, competenze e visione strategica.

In questo articolo raccontiamo cosa abbiamo condiviso dal palco come Koodit e quali indicazioni pratiche possono trarne le PMI italiane che stanno valutando l'adozione dell'IA.

Il convegno "Calabria e imprese": chi c'era e perché conta

L'incontro, ospitato al Kuta Restaurant di Isola Capo Rizzuto (KR), ha riunito tre mondi che raramente si parlano davvero: il sistema produttivo, l'accademia e le istituzioni regionali.

Dopo i saluti di Mario Spanò (presidente Confindustria Crotone), Vincenzo Giovanni Squillacioti (presidente Giovani Imprenditori Unindustria Calabria) e Angelo Astorino (Giovani Imprenditori Confindustria Crotone), Giorgio Soffiato di Marketing Arena ha tracciato lo stato dell'arte dell'IA, con un richiamo importante: le competenze umane restano insostituibili, e un uso non consapevole di questi strumenti comporta rischi anche sociali.

Il cuore dell'evento è stato il panel delle testimonianze aziendali, dove abbiamo portato l'esperienza di Koodit accanto a Maximiliano Mollura (AI Factory di A2A Life Ventures), che ha raccontato l'evoluzione dell'IA verso sistemi di agenti autonomi collaborativi, e Claudio Stamile (Fastweb+Vodafone), che ha insistito su governance e scalabilità come condizioni per trasformare l'IA in competitività reale.

Per la cronaca completa dell'evento: il resoconto de La Provincia KR e l'articolo di WeSud.

La nostra testimonianza: l'IA generativa come vantaggio competitivo

Sul palco abbiamo raccontato un percorso iniziato nel 2022, quando in Koodit abbiamo costituito un gruppo di lavoro interno sull'intelligenza artificiale, prima ancora che ChatGPT rendesse il tema mainstream.

Il messaggio centrale della nostra testimonianza è semplice e controintuitivo insieme: il vantaggio competitivo non nasce dalla tecnologia, ma dall'integrazione della tecnologia nei processi. Integrare l'IA generativa nei flussi di lavoro quotidiani (sviluppo, documentazione, comunicazione con i clienti, gestione della conoscenza aziendale) ha migliorato in modo misurabile la nostra efficienza organizzativa.

Tre elementi hanno fatto la differenza nel nostro percorso:

1. Partire dai processi, non dagli strumenti. Prima di scegliere un tool, abbiamo mappato dove il tempo del team veniva speso male. L'IA è entrata lì, non dove era "di moda" metterla.

2. Formare le persone prima di automatizzare. Un'azienda in cui solo l'IT sa usare l'IA non ha un vantaggio competitivo: ha un collo di bottiglia. È da questa convinzione che è nato il progetto AI per le Aziende, con i suoi percorsi di formazione dedicati alle PMI italiane.

3. Misurare, sempre. Efficienza organizzativa è un'espressione vuota senza metriche: tempi di consegna, ore risparmiate, qualità degli output. Quello che non si misura non si può raccontare a un consiglio di amministrazione.

Cosa è emerso dal confronto tra imprese, università e istituzioni

La tavola rotonda con Domenico Talia (Università della Calabria), Giovanna Pisano (CSIRT Regione Calabria) e Ilaria Poroni (Confindustria) ha messo sul tavolo tre questioni che riguardano tutte le regioni italiane, non solo la Calabria:

1. La fuga delle competenze. Talia ha evidenziato come molte competenze formate all'Unical trovino applicazione fuori regione. Senza un legame forte tra ricerca e imprese, l'IA rischia di diventare un nuovo fattore di disuguaglianza territoriale.

2. Il primato normativo calabrese. La Calabria è stata la prima regione italiana ad approvare una legge dedicata all'intelligenza artificiale, una base istituzionale su cui costruire. Un tema che si intreccia con il quadro europeo: ne abbiamo parlato nella nostra guida all'AI Act per le imprese.

3. Gli strumenti per la digitalizzazione. Confindustria mette a disposizione misure concrete per accompagnare le imprese nei processi di innovazione: il punto non è la disponibilità di strumenti, ma la capacità di usarli con una strategia.

Un'opportunità inattesa: la Calabria come territorio per i data center IA

Uno degli spunti più interessanti è emerso nelle conclusioni, affidate a Natale Santacroce, vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e riguarda l'attrazione di investimenti strutturali legati all'IA: la Calabria dispone di ampie aree industriali dismesse, di un surplus di produzione energetica da fonti rinnovabili e della risorsa mare per il raffreddamento degli impianti. Asset concreti per candidarsi a ospitare data center dedicati all'intelligenza artificiale, con modelli già sperimentati altrove (incluso il recupero del calore generato per il riscaldamento).

È un promemoria utile per tutti: la partita dell'IA non si gioca solo nel software, ma anche nelle infrastrutture fisiche e nell'energia.

Cosa possono imparare le PMI italiane da questo evento

Se dovessimo condensare la giornata in tre indicazioni operative per un imprenditore che ci legge:

  1. L'IA è già uno strumento, non una prospettiva futura. Aspettare "che la tecnologia maturi" significa regalare vantaggio competitivo ai concorrenti che stanno già sperimentando.
  2. L'adozione senza governance è una spesa, non un investimento. Serve un metodo: analisi dei processi, formazione, progetti pilota misurabili, scalabilità. È esattamente l'approccio dei nostri percorsi di consulenza IA per le PMI.
  3. Le competenze interne sono l'unico vero fossato difensivo. Gli strumenti si comprano, le competenze si costruiscono. E chi le costruisce prima, vince.

Continuiamo la conversazione

Il convegno di Isola Capo Rizzuto è stato definito "una tappa di un percorso destinato a proseguire". Lo stesso vale per noi: se la tua impresa sta valutando come integrare l'intelligenza artificiale nei processi, dalla formazione del team all'implementazione di soluzioni su misura, contattaci o esplora i nostri percorsi formativi.

E se vuoi capire da dove partire senza dipendere dal cloud, potrebbe interessarti anche il nostro approfondimento sull'IA locale con Ollama.

Pietro Perona, Managing Director di Koodit. AI per le aziende
Pietro Perona

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