Voucher digitalizzazione PMI 2026: la guida per le imprese piemontesi, tra formazione e intelligenza artificiale
In questo articolo
Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2026
La Regione Piemonte ha pubblicato il bando attuativo del Voucher digitalizzazione PMI 2026, misura del programma PR FESR 21-27 gestita da Unioncamere Piemonte. La dotazione complessiva è di 19,2 milioni di euro (18 milioni di fondi FESR e 1,2 milioni del sistema camerale piemontese) e il contributo, a fondo perduto, può coprire fino al 65% delle spese sostenute dalle imprese per introdurre tecnologie digitali, tra cui l'intelligenza artificiale.
Le domande potranno essere trasmesse dal 22 ottobre 2026, ma conviene iniziare a valutare il progetto già ora: la selezione avviene a sportello e, in misure simili, i fondi si esauriscono spesso prima della scadenza formale.
In questo articolo vediamo chi può partecipare, quali spese sono ammissibili, quanto vale il contributo e come usare il voucher per finanziare non solo l'acquisto di tecnologia ma anche la formazione del personale, che è spesso il fattore che decide se un progetto di digitalizzazione funziona o resta sulla carta.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità locale operativa in Piemonte, secondo la definizione di PMI stabilita dall'Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014. Sono escluse le imprese che hanno già ottenuto un contributo nelle edizioni "Voucher digitalizzazione PMI 2023" o "Voucher digitalizzazione PMI 2024": il bando 2026 è pensato per ampliare la base di imprese digitalizzate, non per finanziare due volte lo stesso percorso.
Quanto vale il contributo
L'agevolazione è concessa in regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831) e varia in base alla dimensione dell'impresa:
Dimensione impresa Intensità del contributo Voucher minimo Voucher massimo Investimento minimo
Microimpresa 65% € 4.000 € 25.000 € 6.153,85
Piccola impresa 60% € 5.000 € 25.000 € 8.333,33
Media impresa 50% € 5.000 € 25.000 € 10.000,00
Il tetto massimo del voucher è uguale per tutte le fasce dimensionali, mentre cambiano la percentuale coperta e l'investimento minimo richiesto per accedere.
Due condizioni possono aumentare l'intensità del contributo. Realizzare il progetto in forma collaborativa, con il supporto di un soggetto aggregatore come un Digital Innovation Hub, un Competence Center o un incubatore certificato, aggiunge 5 punti percentuali. Il possesso di una o più premialità soggettive, tra cui il rating di legalità, la qualifica di impresa femminile o giovanile, la certificazione della parità di genere o lo status di startup o PMI innovativa, aggiunge da 1 a 2 punti percentuali.
Cosa finanzia il bando: tecnologia, consulenza e formazione
Le spese ammissibili, sostenute dopo la presentazione della domanda, rientrano in tre categorie:
- beni e servizi strumentali, compresi dispositivi e connettività, funzionali all'introduzione delle tecnologie previste dal bando;
- servizi di consulenza specialistica;
- servizi di formazione strettamente legati al progetto.
Su questo punto il bando pone un vincolo preciso: la somma di consulenza e formazione non può superare il 30% del valore complessivo del progetto. È un limite da tenere presente già in fase di budget, perché spinge a bilanciare l'investimento in tecnologia con l'investimento in competenze, senza sbilanciarsi troppo su nessuno dei due fronti.
Consulenza e formazione, per essere ammissibili, devono essere erogate da fornitori qualificati: Digital Innovation Hub, Competence Center, parchi scientifici e tecnologici, incubatori certificati, Innovation Manager e altri soggetti che rispettano i requisiti indicati dal bando. Verificare la qualifica del fornitore prima di firmare un contratto evita il rischio più comune in questo tipo di misure, cioè scoprire in fase di rendicontazione che una spesa non viene riconosciuta.
Le tecnologie ammissibili, con un peso specifico per l'intelligenza artificiale
Il progetto deve riguardare almeno una tecnologia tra quelle elencate nel bando. L'elenco è ampio (cloud ed edge computing, cybersecurity, robotica avanzata e collaborativa, big data e analytics, blockchain, Internet of Things, realtà aumentata e virtuale, manifattura additiva, calcolo ad alte prestazioni, sistemi ERP/MES/PLM/SCM/CRM, fintech, geolocalizzazione per la logistica), ma l'intelligenza artificiale occupa da sola quattro voci distinte:
- computer vision e riconoscimento immagini, per il controllo qualità e la produzione;
- elaborazione del linguaggio naturale (NLP) e automazione documentale;
- AI predittiva per la manutenzione o la previsione della domanda;
- AI generativa applicata ai processi aziendali.
L'e-commerce, da solo, non è finanziabile: lo diventa solo se collegato a un'altra tecnologia dell'elenco.
Perché la formazione è la parte che decide il risultato
Molte imprese che avviano un progetto di digitalizzazione comprano lo strumento giusto e si fermano lì. Il software di AI generativa o il sistema NLP arriva, ma in azienda nessuno ha il tempo o le competenze per usarlo davvero, e dopo qualche mese resta inutilizzato. È un problema che riguarda le persone più della tecnologia, ed è la ragione per cui il bando permette di destinare parte del voucher proprio alla formazione di chi userà gli strumenti introdotti.
Un progetto ben costruito prevede quindi fasi legate tra loro: l'introduzione della tecnologia, la formazione specifica di chi la userà ogni giorno e, dove serve, la consulenza per adattare i processi aziendali al nuovo strumento. Il vincolo del 30% su consulenza e formazione non va letto come una penalizzazione, ma come un invito a non separare l'acquisto tecnologico dalla capacità delle persone di usarlo.
Se la tua impresa sta valutando l'introduzione di intelligenza artificiale generativa o predittiva e vuole inserire nel progetto anche un percorso formativo per il team, i nostri percorsi di formazione AI per le PMI sono pensati esattamente per questa combinazione tra tecnologia e competenze.
Cosa non è finanziabile
Il bando esclude in modo esplicito alcune categorie di spesa, tra cui: costi del personale, trasporto, vitto, alloggio e rappresentanza; spese generali come utenze telefoniche o energetiche; consulenza ordinaria di natura fiscale, contabile o legale; servizi per il conseguimento di certificazioni come ISO o EMAS; smartphone; beni usati o acquisiti in leasing; beni o servizi di importo inferiore a 500 euro (IVA esclusa); spese di pubblicità sui social o sui mass media; opere murarie. L'elenco completo è riportato nel testo integrale del bando, disponibile sul sito di Regione Piemonte.
Tempistiche e modalità di presentazione
- Dal 12 ottobre 2026, ore 11:00: apertura del precaricamento della domanda sulla piattaforma ReStart (la data di precaricamento non influisce sulla graduatoria);
- Dal 22 ottobre 2026, ore 11:00, al 15 dicembre 2026, ore 16:00: finestra per la trasmissione formale della domanda, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.
La domanda va presentata attraverso la piattaforma ReStart di Infocamere. La documentazione completa, la modulistica e le FAQ ufficiali sono pubblicate sul sito di Unioncamere Piemonte, insieme ai contatti per chiarimenti diretti ([email protected]).
Il bando è stato presentato in un webinar regionale il 28 luglio 2026. È previsto anche un secondo appuntamento territoriale, in modalità ibrida, l'8 settembre 2026 alle ore 11:00 presso la Camera di Commercio di Novara, con possibilità di partecipare anche online.
Domande frequenti
Chi può presentare domanda per il Voucher digitalizzazione PMI 2026? Le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale operativa in Piemonte, a condizione che non abbiano già ottenuto un contributo nelle edizioni 2023 o 2024 della stessa misura.
Quali tecnologie di intelligenza artificiale sono finanziabili? Computer vision per il controllo qualità, elaborazione del linguaggio naturale e automazione documentale, AI predittiva per manutenzione o previsione della domanda, AI generativa applicata ai processi aziendali.
Il voucher può finanziare solo corsi di formazione, senza acquisto di tecnologia? No. La formazione, insieme alla consulenza, non può superare il 30% del valore complessivo del progetto: deve accompagnare un investimento in tecnologia, non sostituirlo.
Quando si apre e quando chiude il bando? Il precaricamento della domanda è possibile dal 12 ottobre 2026, la trasmissione formale dal 22 ottobre al 15 dicembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi.
Le imprese che hanno già ricevuto il voucher 2023 o 2024 possono partecipare? No, sono escluse dal bando 2026.
In sintesi
Il Voucher digitalizzazione PMI 2026 è un'occasione concreta per le imprese piemontesi che vogliono introdurre intelligenza artificiale, o un'altra tecnologia digitale, senza separare l'investimento tecnologico dalla formazione delle persone che dovranno usarla. Il contributo può arrivare al 65% delle spese, ma il vincolo del 30% su consulenza e formazione va incorporato nella progettazione fin dall'inizio, non aggiunto in un secondo momento.
Se vuoi capire come strutturare un progetto che unisca tecnologia AI e formazione del personale in modo coerente con i requisiti del bando, contattaci o consulta anche la nostra guida all'AI Act per le PMI, utile per chi introduce sistemi di intelligenza artificiale e deve già pensare agli obblighi di conformità collegati.
Questo articolo ha finalità informativa. Il testo integrale del bando, con tutti i requisiti e le esclusioni, è disponibile sul sito di Regione Piemonte. Per la presentazione della domanda consigliamo di verificare i requisiti con un soggetto qualificato.
Managing Partner

